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Emorroidi: cause, sintomi, diagnosi, terapia e intervento

Emorroidi: cause, sintomi, diagnosi, terapia e intervento

Le emorroidi rappresentano una problematica medica diffusa, che affligge una larga percentuale della popolazione mondiale. Queste sono strutture vascolari presenti nel canale anale, che normalmente svolgono un ruolo importante nel controllo della continenza. Tuttavia, quando si infiammano o si gonfiano, possono causare dolore, prurito e disagio. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le cause, i sintomi, la diagnosi, le terapie e, nei casi più gravi, gli interventi chirurgici relativi alle emorroidi.

Cause delle emorroidi

Le emorroidi possono essere causate da molteplici fattori. Alcuni di questi fattori includono:

  1. Stitichezza cronica: La stitichezza è una delle cause principali delle emorroidi. Lo sforzo eccessivo durante l’evacuazione può causare una pressione eccessiva sulle vene del retto e dell’ano, provocando il rigonfiamento delle emorroidi.
  2. Gravidanza: Durante la gravidanza, la pressione sull’addome e sul pavimento pelvico aumenta, causando un maggiore afflusso di sangue nella regione anale, che può portare allo sviluppo di emorroidi.
  3. Obesità: L’eccesso di peso esercita una pressione maggiore sulle vene pelviche e addominali, favorendo la comparsa delle emorroidi.
  4. Dieta povera di fibre: Una dieta con scarso apporto di fibre può rendere difficile l’evacuazione e aumentare il rischio di stitichezza, che, come detto, è uno dei principali fattori di rischio per le emorroidi.
  5. Sedentarietà: Rimanere seduti per lunghi periodi, specialmente sul water, può aumentare la pressione sulle vene del retto, favorendo la comparsa di emorroidi.
  6. Invecchiamento: Con l’età, i tessuti che sostengono le vene del retto e dell’ano possono indebolirsi, rendendo le persone anziane più suscettibili a sviluppare emorroidi.
  7. Sforzo fisico eccessivo: Attività che richiedono uno sforzo fisico intenso, come il sollevamento di pesi pesanti, possono causare un aumento della pressione intra-addominale, influenzando negativamente le vene emorroidali.

Sintomi delle emorroidi

I sintomi delle emorroidi possono variare in base alla gravità della condizione e alla tipologia di emorroidi, che possono essere interne o esterne.

Emorroidi interne

Le emorroidi interne si trovano all’interno del retto e generalmente non causano dolore o disagio, poiché l’area non ha molte terminazioni nervose. Tuttavia, i sintomi possono includere:

  • Sanguinamento rettale: Uno dei segni più comuni delle emorroidi interne è il sanguinamento durante o dopo l’evacuazione, che si manifesta con tracce di sangue rosso vivo nella carta igienica o nelle feci.
  • Prolasso emorroidale: Le emorroidi interne possono protrudere verso l’esterno del canale anale, causando disagio e irritazione.

Emorroidi esterne

Le emorroidi esterne si sviluppano sotto la pelle intorno all’ano e possono causare più sintomi fastidiosi, tra cui:

  • Dolore e disagio: Le emorroidi esterne possono essere dolorose, soprattutto quando si gonfiano o si trombizzano, cioè quando al loro interno si forma un coagulo di sangue.
  • Prurito e irritazione: L’area intorno all’ano può diventare irritata, causando prurito costante.
  • Gonfiore: È possibile notare un gonfiore o un nodulo intorno all’ano.
  • Sanguinamento: Anche le emorroidi esterne possono causare sanguinamento, seppur meno frequente rispetto alle emorroidi interne.

Diagnosi delle emorroidi

La diagnosi delle emorroidi è solitamente semplice e si basa su un esame fisico e la descrizione dei sintomi da parte del paziente. Tuttavia, per una diagnosi accurata, il medico potrebbe ricorrere a diversi strumenti diagnostici.

Esame fisico

Durante la visita medica, il medico esamina l’area anale per verificare la presenza di emorroidi esterne o di un eventuale prolasso delle emorroidi interne. Un’ispezione visiva è solitamente sufficiente per diagnosticare le emorroidi esterne.

Esplorazione rettale

Per valutare la presenza di emorroidi interne o altre condizioni che potrebbero causare sintomi simili, il medico potrebbe eseguire un’esplorazione rettale digitale, inserendo un dito guantato e lubrificato all’interno del retto per valutare eventuali anomalie.

Anoscopia e proctoscopia

Se necessario, il medico potrebbe utilizzare strumenti come l’anoscopio o il proctoscopio per visualizzare direttamente l’interno del retto e identificare le emorroidi interne o altre possibili problematiche.

Terapia per le emorroidi

Il trattamento delle emorroidi dipende dalla gravità della condizione e dal livello di disagio sperimentato dal paziente. Le opzioni terapeutiche vanno dai rimedi casalinghi fino a trattamenti medici e chirurgici più invasivi.

Rimedi casalinghi

Nelle fasi iniziali o nei casi lievi, è possibile alleviare i sintomi delle emorroidi con semplici rimedi casalinghi:

  • Bagni caldi: Immergere l’area anale in acqua tiepida per 10-15 minuti, più volte al giorno, può aiutare a ridurre l’infiammazione e il dolore.
  • Creme e pomate: Esistono numerose creme da banco specifiche per le emorroidi che possono aiutare ad alleviare prurito, dolore e gonfiore.
  • Assunzione di fibre: Un’alimentazione ricca di fibre può ammorbidire le feci e rendere l’evacuazione più facile, riducendo lo sforzo e la pressione sulle emorroidi.
  • Evitare lo sforzo durante l’evacuazione: Cercare di non forzare o trattenere il respiro durante l’evacuazione, poiché ciò può aumentare la pressione sulle vene anali.

Trattamenti medici non invasivi

Se i rimedi casalinghi non risultano efficaci, il medico potrebbe consigliare alcuni trattamenti medici non invasivi, tra cui:

  • Scleroterapia: Consiste nell’iniettare una soluzione chimica direttamente nelle emorroidi, causando la loro riduzione.
  • Legatura elastica: Il medico applica una banda elastica alla base delle emorroidi interne, interrompendo l’afflusso di sangue e provocando la loro caduta nel giro di pochi giorni.
  • Coagulazione a infrarossi: Utilizza la luce infrarossa per indurire e restringere le emorroidi interne.

Interventi chirurgici

In caso di emorroidi gravi o croniche, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico. Le procedure chirurgiche più comuni includono:

  • Emorroidectomia: È l’intervento chirurgico più comune per rimuovere le emorroidi esterne o interne di grandi dimensioni. Viene eseguito in anestesia locale, spinale o generale, e prevede la rimozione completa delle emorroidi.
  • Emorroidopessia con stapler: Questa procedura, meno invasiva, utilizza una pinza a stapler per riposizionare le emorroidi prolassate all’interno del canale anale e interrompere l’afflusso di sangue.
  • Trombectomia: Se una emorroide esterna si trombizza, causando dolore intenso, il medico può eseguire una trombectomia, che prevede l’incisione della emorroide e la rimozione del coagulo di sangue.

Prevenzione delle emorroidi

Prevenire le emorroidi è possibile adottando uno stile di vita sano e seguendo alcune semplici regole:

  1. Seguire una dieta ricca di fibre: Frutta, verdura e cereali integrali possono aiutare a mantenere le feci morbide e ridurre il rischio di stitichezza.
  2. Bere molta acqua: Una buona idratazione aiuta a mantenere le feci morbide e facilita l’evacuazione.
  3. Evitare lo sforzo eccessivo: Non trattenere il respiro durante l’evacuazione e cercare di non rimanere seduti per lunghi periodi sul water.
  4. Esercizio fisico regolare: L’attività fisica aiuta a migliorare la circolazione e a prevenire la stitichezza.
  5. Evitare il sollevamento di pesi pesanti: Evitare sforzi eccessivi che possano aumentare la pressione intra-addominale.

Le emorroidi sono una condizione comune che può causare notevole disagio, ma con un trattamento tempestivo e adeguato, è possibile alleviarne i sintomi e migliorare la qualità della vita. In caso di sintomi persistenti o gravi, è fondamentale consultare un medico per una corretta diagnosi e per individuare il trattamento più adatto, che può andare dai semplici rimedi casalinghi fino a interventi chirurgici più complessi.

Dottoressa Francesca Da Pozzo Chirurgo generale specialista in proctologia e chirurgia del pavimento pelvico.

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